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SPECIALE NATALE 2019/2020

FESTIVAL DEL CIRCO DI LATINA: 20 ANNI DI STORIA

Se i festival sono eventi ai quali partecipano eccellenze provenienti da tutte le nazioni del mondo, il Festival di Latina (oggi International Circus Festival of Italy) è esso stesso un’eccellenza. Negli anni si è infatti costruito una reputazione solidissima, diventando la vetrina italiana più importante per il circo classico, ospitando nel corso delle sue 19 edizioni (quest’anno si festeggerà il ventennale, auguri!), tantissimi artisti d’eccezione. La forza del compianto Giulio Montico, e poi della sua famiglia, è stata quella di creare una manifestazione unica, di quelle da vedere almeno una volta nella vita (ma anche di più!). Dario Duranti ce la racconta con passione. (Alessandro Serena)

Festival di Latina. Il mondo in Italia, l’Italia nel mondo
- XX anni di Festival -

di Dario Duranti

La passione del circo che scorre nelle vene è un qualcosa di irresistibile, più forte di ogni scelta razionale. Dopo una carriera da artista e imprenditore, Giulio Montico nel 1977 decide di abbandonare le carovane e la vita itinerante per mettere le radici a Latina dove con la moglie Mirella Iuliano cresce la sua numerosa famiglia e dà vita a un’azienda che mantiene il legame con il mondo dello spettacolo. Ma il circo non si dimentica, e nell’inverno 1999/2000 insieme al fratello Gaetano crea, sotto ai propri chapiteau destinati all’attività di affitti, la prima edizione del Festival del Circo “Città di Latina”. L’impianto era quello di un galà natalizio, dal programma già interessante, ma nonostante la presenza degli animali della famiglia di Gaetano Montico, degli stunt man a cavallo di Vittorio Nencini, della troupe Torres e dei Bilea (bascule e barra russa), la manifestazione passò piuttosto in sordina. Le problematicità iniziali non scoraggiano Giulio che per l’anno successivo rafforza il programma (con la preziosa collaborazione di Roberto Orlando) grazie a scritture di pregio e getta le basi per una giuria internazionale.

Al suo fianco i figli Fabio, Fabrizio, Fabiola e Flavia che presidieranno un settore ciascuno: artistico, tecnico, organizzativo e biglietteria. Dalla terza edizione cambia la collocazione temporale e si passa al periodo tra ottobre e novembre. Dal 2002 al 2005 la competizione si rivolge ad artisti under 21 mantenendo una presenza costante di performer ospiti fuori concorso, prevalentemente nell’ambito della comicità e dei numeri di animali. Tra gli altri, anche se l’elenco sicuramente risulterà incompleto e di questo ce ne scusiamo, ricordiamo il clown Davide Cavedo, gli animali dei Coda Prin, il numero misto di Roberto Caroli, i clown Bisbini, gli animali mandati da Donald Niemen, gli elefanti di Elvis Errani, la cavalleria di Cristina Magli Togni e quella di Yvette De Rocchi, i cavalli in libertà dei Giona, Erik Niemen, Davis e Claudio Vassallo, Manuel Farina, Moira Orfei Jr., Willer Nicolodi, Giordano Caveagna, Rony Vassallo, Mike Togni, il clown Paolo “Carillon”, Vinicio Togni, i leoni di Elisabetta Bizzarro, Redy e Denny Montico, Wioris De Rocchi, Stefano Orfei Nones, i Fratelli Pellegrini e davvero tanti altri. Tra gli stranieri citiamo i gruppi di animali delle famiglie Gartner, Spindler, Frankello e Cardinali, a conferma del fatto che l’attenzione per l’Italia non ha mai impedito di prodigarsi in sforzi per portare nel nostro paese attrazioni inedite.


Le vincitrici del Festival 2001

Il Festival di Latina diventa un’importante vetrina per il circo italiano, una finestra sul mondo per far conoscere tanti nostri artisti, che si sentono invogliati dalla grande occasione a perfezionare il proprio lavoro; non a caso, dopo la partecipazione alla manifestazione laziale, molti troveranno scritture in grandi complessi sia in patria che all’estero. Ma Latina attrae anche giovanissimi provenienti da tutte le parti del mondo e desiderosi di farsi notare da autorevoli operatori del settore. Un altro elemento distintivo del Festival è la capacità di porsi come crocevia di incontri, resi possibili dall'ampio salotto-foyer dove è piacevole intrattenersi. A tutte le ore del giorno, anche quando non c'è spettacolo, si trova gente ai tavolini, crocchi di persone, strette di mano e abbracci tra colleghi. Tanti Festival richiamano gli operatori, ma non in tutte le manifestazioni è possibile radunarsi amichevolmente in uno spazio confortevole per conoscersi e magari stringere accordi. Il Festival di Latina ha un’anima. L’ufficialità della competizione si unisce alla calorosa informalità dell’organizzazione, sempre attenta e disponibile.

Passano gli anni. Dal 2006 l’équipe si consolida ulteriormente, grazie all’apporto della famiglia Giarola (fino al 2011 circa), al riconoscimento istituzionale e al sostegno ministeriale. Dalla nona edizione la partecipazione è estesa ad artisti di ogni età.

Il primo settembre 2008 arriva la triste notizia della prematura scomparsa di Giulio Montico. Tutto si sarebbe potuto fermare, ma con spirito ancora più determinato e combattivo e con la voglia di onorare la memoria del padre fondativo del Festival, i figli e la moglie Mirella ripartono a testa bassa. Fabio diventa alfiere del circo italiano nel mondo, ricevuto da Ministri, ambasciatori e dai direttori dei circhi più importanti. In ogni viaggio stringe nuovi accordi e si porta a casa la partecipazione di troupe inedite in Europa; in numerosi casi i circhi nazionali decidono di fare il debutto europeo delle nuove produzioni a Latina. La giuria tecnica internazionale (presieduta dal 2001 al 2011 da Egidio Palmiri e successivamente da Istvan Kristoff) assume misura e spessore senza pari, e con essa anche i cast artistici. Non è raro che solo dopo l’affermazione a Latina le attrazioni vengano selezionate per il festival di Monte Carlo. Basti pensare ai fratelli Zapashny, ai leoni marini di Timchenko, ai cosacchi Galkynysh dal Turkmenistan, all’altalena russa dei Filinov, agli icariani Dias Brothers, al comico Cesar Dias e al compianto Rob Torres, alla troupe Vavilov, al dislocatore Mr Fantastik, al Duo Daring Jones, ai sudamericani Gerlings, alle acrobate all’altalena russa Skokov, agli impressionanti Giang Quoc Brothers, al contorsionista Batuev.


Le 17 belve di Redi e Denny Montico

 
Vinicio Togni

Nel 2016 il Festival russo Master, evento indetto dal Ministero per la Cultura, premia Fabio Montico per la miglior produzione: una vera e propria consacrazione per il Festival di Latina che ha così confermato definitivamente lo spessore, la visibilità internazionale e l’autorevolezza del proprio profilo. In quell’occasione Montico dedicò la vittoria alla sua squadra di collaboratori, ed effettivamente la costante affermazione della manifestazione è da ascrivere alla crescita di ogni settore organizzativo. Un ruolo importante è svolto dai tecnici coordinati da Tommy Cardarelli e Fabrizio Montico e coadiuvati da Ruby Merzari e Fulvio Medini. Dal 2005 la voce ufficiale di Latina è Andrea Giachi (per diverse edizioni affiancato da Zaira Montico, Viola Ranelletta e Natasha Berg); prima di lui hanno presentato Tony Costa, Antonio Perris e Rudy Bisbini.


2008. Bruno, Claudio ed Enis Togni Jr.

Sempre nel 2016 viene annunciata una coproduzione internazionale come base della 18° edizione del Festival: da una parte l’Associazione Culturale “Giulio Montico” e dall’altra il Rosgoscirk, celeberrima compagnia statale russa. Tale circostanza, unita alla preziosa amicizia tra il Festival e il Royal Circus del regista e produttore russo Gia Eradze (gold partner del Festival), ha garantito un fondamentale apporto di novità di pregio; con Eradze, infatti, sono giunti a Latina quasi 100 persone tra artisti, ballerine, tecnici ed operatori specializzati. Costumi, coreografie di grande effetto e cinque numeri inediti in Europa curati appositamente per la manifestazione italiana che da un anno ha assunto la denominazione International Circus Festival of Italy. 

Il successo delle produzioni di Eradze è strepitoso, l’attenzione degli operatori di tutto il mondo si concentra sull’estetica di questi quadri e sul suo ideatore che inciderà parecchio sullo stile degli spettacoli di diversi circhi e festival internazionali. Dopo un’edizione così forte e memorabile è vissuta come una vera e propria doccia freddo lo stop di un anno del Festival dovuto a ragioni amministrative, organizzative e familiari, ma in vent’anni di una manifestazione gestita con tanto amore e passione è comprensibile anche che in certe contingenze si preferisca rimandare pur di mantenere lo standard qualitativo a cui il Festival ha abituato. E siccome the show must go on e i Montico hanno il circo nelle vene, nel 2018 a grande richiesta la manifestazione torna con rinnovato entusiasmo.

L’ultima edizione ha visto il prestigioso ritorno al completo della famiglia di Flavio e Daniele Togni, che già dieci anni prima aveva partecipato con Flavio come guest star e col debutto “ufficiale” dei giovani Bruno, Claudio ed Enis. Nel 2018 l’esordio che ha fatto parlare maggiormente è stato quello del nuovo numero di tigri di Bruno, su cui è puntata l’attenzione di giurati e operatori. Ma sono tante le chicche di questa edizione, la numero diciannove. Dunque, siamo alla vigilia della ventesima edizione. Traguardo di tutto rispetto e non scontato in un paese come il nostro che non valorizza l’arte circense e prende in poca considerazione ciò che avviene fuori da Roma e Milano. Ma gli organizzatori non si perdono d’animo ed anzi rilanciano di anno in anno. Allora, è con attesa e curiosità che non vediamo l’ora di sentir suonare la marcia di apertura della ventesima edizione. Lunga vita al Festival!

Dario Duranti

Dalla rivista "Circo" n°II/2019

 

18/10/2019 18.33.10

 

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