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COME INVIARE UNA NEWS A CIRCUSFANS

LA MANIFESTAZIONE DI ROMA

 
Si, ormai la notizia non è una notizia, oggi, nell’era di Facebook, nel giro di un giorno qualsiasi cosa è vecchia, non più attuale.
Però questo Ddl in discussione cambierà radicalmente il Circo Italiano, potrebbe anche decretarne la fine secondo alcuni, un rinnovamento secondo altri, un intervento chirurgico a “Casablanca” secondo me.
Sarà quel che sarà, ma un segno di come sia nato questo futuro da qualche parte avrei piacere rimanesse.
Non so se tra 10, 20 anni Circusfans ci sarà ancora, ma se così fosse, una traccia la vorrei lasciare.
A seguire alcuni articoli pro e contro, ed altri che parlano della manifestazione di Roma organizzata dall’Ente Circhi.

Prima di lasciare lo spazio agli articoli, due righe sul CIRCUSFANS.
Sono alcuni mesi che le notizie sono pubblicate con il contagocce ed alcune sezioni non aggiornate.

Ho ricevuto messaggi e telefonate di ogni tipo in proposito, ebbene la questione, nella sua complessità è semplice: motivi di salute da parte mia, e motivi di lavoro per altri ci han portato a questi mesi.
Non viviamo con il denaro del Circusfans (anzi qualcuno va anche in tasca per mantenerlo in vita) e dal 1999 non era mai capitato che il lavoro avesse “colpito” tutti contemporaneamente.

Con Facebook poi tanti artisti preferiscono dare direttamente la notizia di una scrittura, e per noi è umanamente impossibile seguire decine, se non centinaia di pagine per ricavarne una “news”.

Non so se settembre potrà essere il mese del rilancio, so che da parte nostra l’amore per il Circo è immutato.

maurizio tramonti
 
***


Cosa c’è che non va nella legge sugli animali nei circhi

 
DA nextquotidiano.it
 
La battaglia animalista per introdurre in Italia il divieto assoluto di impiego di animali nei circhi. Appoggiata dalla Federazione dei Veterinari. Ma che si basa su uno studio senza alcuna validità scientifica. E tra le opzioni per gli animali prevede anche l'eutanasia
 
Sembra un’assurdità ma l’eutanasia potrebbe essere una delle opzioni dell’ormai prossima al voto proposta di legge avanzata dall’associazione animalista LAV (Lega Anti Vivisezione) e dalla Federazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani FNOVI che si basa su uno studio senza alcuna validità scientifica. Da veterinaria faccio presente che la FNOVI parla a nome della categoria senza interpellarla, infatti il Sindacato dei Veterinari Liberi Professionisti ha preso le distanze e i veterinari che lavorano nei circhi non hanno neppure avuto diritto di replica.
 
Che fine faranno gli animali dei circhi?
Il provvedimento dedicato alla proposta di riforma del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini (Disegno di Legge 2287-bis sul Codice dello Spettacolo) è ispirato alla posizione assunta dalla Federazione dei Veterinari Europei (FVE), a sua volta sottoscritta da FNOVI che in sostanza dice di “proibire l’utilizzo di mammiferi esotici nei circhi in quanto non vi è affatto la possibilità che le loro esigenze fisiologiche, mentali e sociali, possano essere adeguatamente soddisfatte”. Tali provvedimenti si otterranno tramite l’eliminazione degli animali dai circhi, con il reinserimento degli stessi nelle strutture destinate al recupero degli animali esotici (che sono poche e senza regole) e in ultimo, come alternativa, dell’eutanasia. Impossibile, ovviamente, pensare a reintrodurli in natura, si tratta di generazioni e generazioni che hanno sempre vissuto in cattività e non sopravviverebbero altrimenti.
In Italia gli animali dei circhi verrebbero affidati a particolari strutture riconosciute dal Ministero: alcune, guarda caso, sono gestite dalle associazioni animaliste. Si tratta dei CRASE (Centro di Recupero per Animali Esotici) – che, come sostengono le associazioni animaliste stesse, sarebbero inadeguate dal punto di vista della capacità numerica, inoltre non ci sarebbero adeguate discipline normative destinate a tutelare il benessere degli animali, a differenza di zoo, circhi et similia. Anzi, nel rapporto stilato da ANMVI e WWF risulta che: “La carenza di precise norme su come le strutture devono essere costruite e su come, soprattutto, devono essere gestite per rispondere alle finalità di legge, favorisce, a volte, la nascita di strutture al limite della legalità, il cui livello qualitativo è ben lontano dai principi etici che devono ispirare l’attività di riabilitazione degli animali selvatici e, in generale, l’organizzazione del sistema dei Centri di Recupero in Italia”.
 
I circhi devono sottostare alle linee guida CITES e ai regolamenti ASL sul benessere animale e ogni circo deve dotarsi di un veterinario consulente e viene ispezionato periodicamente dalle ASL, dal corpo Forestale dello Stato e dai NAS. Viene regolato qualsiasi aspetto, dall’alimentazione, al trasporto, dal registro degli animali alle attività, dalle misure sanitarie fino agli spazi.
 
 Nei riferimenti citati dal position paper della FVE non si trova nessun articolo scientifico: ci sono pareri non scientifici su detenzione, importazione e compagnia di animali esotici, sugli animali selvatici in cattività e non riguardano specificatamente i circhi tranne uno, quello della Bradshaw. Sia sufficiente sapere che come referenze a questo ultimo documento è stata spessissimo utilizzata la testimonianza di un certo Tom Rider. Le associazioni animaliste che lo hanno corrotto offrendo 190.000 dollari per testimoniare il falso sul Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus, sono state condannate a risarcire ai circhi la somma di 9,3 milioni di dollari.
Il documento sui circhi che ignora gran parte delle pubblicazioni sui circhi
La LAV e la FNOVI citano gli studi di un certo biologo, Steven Harris, definito da loro come uno dei massimi esperti in materia anche se non ha mai condotto uno studio in un circo. Lo studio è questo: “A review of the welfare of wild animals in circuses”(2006, Harris, Iossa, Soulsbury)”. Questo documento non è però uno studio pubblicato su riviste scientifiche ma un rapporto commissionato da un’associazione animalista inglese, la RSPCA! Possibile che un’associazione di categoria di professionisti, quale la FNOVI, si sia basata su tale studio per esprimere un parere? Uno studio che non ha subito il processo di revisione scientifica quanto può essere affidabile? Al tempo questo report aveva fatto discutere, tanto che ci sono state pressioni per vietare i circhi con gli animali nel Regno Unito. Il parlamento inglese (dal quale il parlamento italiano DEVE prendere esempio) aveva dunque creato un gruppo di lavoro, il “Circus Working Group”, dove gli esperti delle due parti, animalista e circense, portavano tutta la letteratura scientifica presente e doveva essere giudicata da una Commissione Accademica super partes. Così l’anno seguente è stato pubblicato The Radford Report, nel quale la Commissione Accademica ha concluso che non ci sono abbastanza elementi scientifici per vietare la presenza degli animali del circo! Possibile che anche questo importante lavoro sia stato ignorato?
Il fatto che il lavoro su cui fa perno il parere della FNOVI sia stato pubblicato e commissionato da un’associazione animalista fa discutere sull’imparzialità dell’autore, Steven Harris, già messa in dubbio per forti legami con le associazioni animaliste per altre vicende in passato e per non aver subito il classico processo di revisione scientifica super partes che precede la pubblicazione spiega anche la presenza di errori grossolani riconoscibili persino da chi non mastica la materia.
Lo stesso S. Harris nello studio afferma che lui e i suoi collaboratori non hanno potuto usufruire della letteratura scientifica sui circhi perché a loro dire, ce ne sarebbe poca quindi utilizza come prove a supporto della sua tesi principalmente studi degli animali degli zoo! Viene dunque da chiedersi se la conclusione del suo lavoro sia più il divieto della presenza degli animali negli zoo o i santuari per gli animali. Tra gli altri studi citati da Harris si tirano in ballo persino la sperimentazione animale condotta su topi e scimmie per studiare la separazione materna, gli elefanti utilizzati per arare i campi in Africa, le scimmie nei parchi divertimenti e dei resort in Asia!
Delle poche pubblicazioni concernenti i circhi, cita moltissime volte alcuni autori: i dr. C. Nevill, Kiley-Worthington, Toscano e il prof. Ted Friend dando un significato non solo diverso, ma proprio OPPOSTO a quello presente nei loro studi. E questi scienziati si sono espressi anche pubblicamente a favore dei circhi anche fuori dall’ambiente accademico.
I duemila animali nei circhi italiani
Su quali studi si sia basata la FVE non è dato sapere neanche a seguito di un’approfondita ricerca, stando però a questo articolo di Sivemp, la FVE avrebbe pubblicato come “documento scientifico” un lavoro commissionato dal governo Gallese sugli animali nei circhi sempre ad opera del gruppo di Harris e questo studio:
The welfare of  wild animals in travelling circuses” (2016, Jo Dorning, Stephen Harris and Heather Pickett)
Questo documento è stato usato anche dall’Eurogroup4animals per dare una parvenza scientifica al loro parere sui circhi, scopiazzando un po’ della bibliografia e qualche passaggio.
Al tempo il prof. Ted Friend aveva spedito una lettera al governo gallese esprimendo perplessità su questo lavoro, in cui venivano manipolati i risultati non solo dei suoi studi ma anche di altri autori e veniva persino ignorato l’importantissimo Reford Report citato precedentemente!! Alla fine il governo gallese ha proposto una modifica delle leggi per la regolamentazione degli animali dei circhi ma non li ha più vietati.
In Italia, stando al rapporto Censis, ci sono circa 2000 animali nei circhi. Se passa la modifica del disegno di legge, gli animali che verranno reintegrati dovranno essere prelevati dall’ambiente in cui sono cresciuti subendo uno stress non indifferente per essere immessi in realtà non regolamentate dove non è assolutamente garantito che le loro esigenze fisiologiche, mentali e sociali siano soddisfatte! Per esempio il CRASE di Semproniano (uno di quelli al quale saranno affidati gli animali del circo se passa la legge) che riceve già ingenti fondi dal ministero dell’Ambiente e dalle province limitrofe, è sotto inchiesta per la sparizione di animali e per la riproduzione illegale degli stessi. Il circo Martini ha vinto il processo e ha ottenuto la possibilità di vedere le condizioni dei suoi animali che sono stati sequestrati e non erano delle migliori.
L’emendamento per la graduale riduzione respinto
Questi problemi, avrebbero potuto risolversi accettando l’emendamento modifica che parlava di “graduale riduzione” piuttosto che “totale eliminazione”, contro il quale le associazioni animaliste si sono aspramente battute. Viene da chiedersi il perché. Fatto sta che alla LAV e al suo presidente Gianluca Felicetti non va giù che lo Stato eroghi dei fondi ad alcuni circhi secondo quanto previsto dal “Fondo Unico Dello Spettacolo”, ma vorrebbe che i fondi fossero dirottati, guarda caso, ai centri di recupero per gli animali sequestrati dai circhi, che, come già detto, sono gestiti in buona parte dalle associazioni animaliste stesse.
PER ARTICOLO COMPLETO, LINK E VIDEO.. CLICCA QUI
 
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D.L. 2287-bis. LA CECITA’ DEL GOVERNO

 
DA wuoow.com di Paolo Imperatori
 
Previsione e adattamento. Questa è la migliore definizione che abbia mai sentito del concetto di intelligenza umana, e aggiungo come corollario la lungimiranza.
Scrivo queste cose in riferimento a ciò che il nostro governo in carica, che pomposità le parole governo e carica riferite a questi signori piccoli piccoli così…., sta per fare e cioè approvare il D.L. 2287-bis senza l’emendamento “Ranucci- Fasiolo”, che in principio era invece stato accettato e prevedeva una graduale diminuzione ma non eliminazione del numero di animali all’interno delle attività circensi che si svolgono sul territorio italiano.
 
Probabilmente ho esagerato e iniziato troppo pomposamente a scrivere, qui non si tratta di intelligenza dimostrata o meno dal nostro governo e dai ministri che lo compongono ma di ben altro: anche un bambino capirebbe infatti che il Circo, quello che io e molte altre persone della mia età e più grandi conosciamo bene, senza l’ausilio degli animali addestrati non sarebbe più il Circo.
Questa semplice e breve parola solo pronunciandola evoca sensazioni, piaceri, un benessere generale e ricordi, si ricordi perché è da piccoli che papà e mamma ci portano la prima volta al Circo e come si sa è da piccoli che si fanno le esperienze più importanti della nostra vita quelle che non si dimenticano più.
E’ il Circo quel luogo magico dove ogni bambino impara a conoscere forme e comportamenti di molti animali che poi purtroppo a causa del crescere spesso in grandi città e lo svolgere professioni cosiddette “normali” non avrà più modo di frequentare, ma fino a quando? Fino a che dopo aver “messo su” famiglia e al mondo a sua volta dei bambini non li porterà al Circo per fare piacere ai figli e, non lo possiamo negare, anche il suo personale: ecco il cerchio si chiude. L’adulto per due ore torna ad essere il bambino che i suoi genitori portavano per mano in un luogo che più distante dalla sua vita quotidiana non poteva essere, ma nel frattempo più vicino a quello che la natura ha creato non avrebbe potuto.
 
Ecco io scrivo queste due righe per ringraziare il nostro altissimo governo, e scrivo governo con la minuscola per la stessa ragione per cui ho scritto Circo con la maiuscola, di cercare in tutti i modi e a questo punto stento a credere non ci possa riuscire di distruggere i sogni di tutti quei bambini che diventeranno adulti e non potranno per quelle due piccole ore tornare ad essere piccoli insieme ai loro figli.
L’ho presa alla lontana è vero, ma ci torno sopra più chiaramente: forse ho sopravvalutato anche me stesso.
Qui, lo dico ancora, non è corretto parlare di intelligenza e lungimiranza perché i signori che decidono per nostro mandato ve lo ricordo: per nostro mandato, non sono affatto stupidi e lo dimostrano ogni qual volta si tratta di emettere leggi e decreti che tornino a loro vantaggio, quindi il fatto che un settore tra l’altro riconosciuto e incluso nell’ambito delle attività dello Spettacolo e quindi di importanza superiore ad altre sia ovviamente destinato ad una neppure troppo lenta decadenza. Non voglio fare ipotesi tragiche ma questa probabilmente sarà la realtà, salvo come annunciato recentemente dal Presidente dell’ Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni i Circensi non decidano per un volontario esilio in paesi europei in cui la cultura e l’apprezzamento per questa nobile professione sono ancora sinceri e genuini.
Ciò ovviamente non toglie il fatto che in Italia il Circo con gli animali resterà solamente un ricordo, con buona pace di chi lo ha contrastato da sempre come la L.A.V. (che per il nome che porta di ben altre situazioni, quelle davvero gravi, dovrebbe occuparsi) e i suoi pseudo-attivisti o ancora tutti quelli forse ancora più vigliacchi che hanno sempre pensato male dei circhi (ne conosco anch’io…) e non l’hanno mai espresso pubblicamente.
 
Sottolineo ancora una volta e non solo per dovere, ma gli addetti ai lavori lo sanno bene, il profilo economico di tutta la questione che io tra l’altro ritengo essere quello che ha determinato e determinerà certe decisioni e porterà alla non improbabile ipotesi che ho espresso sopra. Questi animali sequestrati ai Circhi verranno affidati a dei centri di recupero che avranno forti sovvenzioni (ne ho parlato ampiamente qui , qui , qui e qui) e senza una lungimiranza eccessiva non riusciranno a sopravvivere a lungo in ambienti a loro sconosciuti e non consoni alle abitudini prese da anni con le loro famiglie umane.
Ancora una volta l’essere uomo dalla sua altezza (non certo morale) e potenza (non certo fisica) decide la sorte di qualcuno che non ha alcun modo ne alcun diritto di difendersi, e ciò che proprio non digerisco è che queste decisioni saranno state prese per favorire economicamente persone e organizzazioni che non pensano affatto, se non nello sbandierarlo falsamente in ogni dove, al benessere degli animali.
A questo punto faccio solo una domanda al nostro governo. Quando in nostri ragazzi tra molti anni andranno in visita, in vacanza, per motivi di studio o di lavoro in altri paesi, come ormai questa globalizzazione impone e vedranno cosa è davvero un Circo chiederanno a genitori e nonni perché in Italia non ce ne sono di uguali, cosa gli risponderete? Facciamo un altro Decreto Legge?
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Il mondo del circo in piazza a Roma contro il Ddl che vuole gli animali fuori dai tendoni
da guidominciotti.blog.ilsole24ore.com/
“Caro Silvio sono stato per cinque anni tuo Ministro e per altri quattro tuo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e non posso credere che tu voglia la proibizione dell’uso degli animali nel circo”. Così Carlo Giovanardi senatore di Idea Popolo e Libertà si rivolge a Silvio Berlusconi. “Ho appena letto – prosegue – durante la manifestazione dei lavoratori del circo in piazza del Pantheon la struggente preghiera di Totò clown che supplica il Signore perché: “se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa che avvenga dopo lo spettacolo, ed in ogni caso ricordati di salvare prima le bestie e i bambini”. Il Palio di Siena attira folle immense, l’ippoterapia è curativa, gli ippodromi sono aperti e il dressage è sport olimpico, i cani ci salvano da valanghe e terremoti, e milioni di italiani ne tengono almeno uno nei loro appartamento. Il mondo del circo auspica controlli sempre più stringenti sul benessere animale su cui tutti concordano. Mi rifiuto di credere che un liberale come te voglia la distruzione del circo attraverso assurde proibizioni, lasciando a pochi ricchi la possibilità di viaggi in paesi esotici dove purtroppo lì davvero per gli animali ogni giorno diventa una lotta feroce per la sopravvivenza”.

Il mondo del circo italiano scende oggi in piazza in difesa degli spettacoli con animali. Alla manifestazione di Roma aderiscono anche i rappresentanti della spagnola Asociacion Circos Reunidos, la Fédération Mondiale du Cirque presieduta da Stephanie di Monaco e l’European Circus Association, dando un peso “europeo” alla protesta. “Sul circo si gioca una battaglia ben più ampia e importante di quella per l’esibizione degli animali. In gioco c’è l’affermazione della libertà di scelta artistica e di impresa, oltre che la salvaguardia di un patrimonio storico e culturale plurisecolare. Bisogna lasciare ai cittadini la possibilità di scegliere quale spettacolo vedere. Sarò a Roma a fianco dei circhi italiani perché solo l’unità dei circhi su scala europea, in un impegno comune per le medesime finalità, potrà ottenere la vittoria per il nostro settore”, ha detto Vicente Barrios Presidente dell’Asociacion Circos Reunidos. Le richieste dell’Ente Nazionale Circhi avanzate al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini non hanno avuto ancora una risposta. Riguardano, fra i temi più urgenti e decisivi per il settore, anche la mancanza di aree attrezzate comunali e i finanziamenti largamente al di sotto del limite minimo della decenza.
 
 Ma in primo luogo la protesta del Circo è indirizzata all’imminente votazione del Ddl n. 2287-bis (atteso in Aula al Senato) che prevede la “graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle attività circensi”. Ne abbiamo scritto qui e qui su 24zampe, dando spazio alle posizioni animaliste e abolizioniste. “Se questo scenario si dovesse concretizzare ci sarebbero due gravi conseguenze per gli animali e per il mondo del circo italiano”, denuncia l’Ente Circhi. Innanzitutto, i circa duemila animali presenti nei circhi italiani rischierebbero “il crollo psicologico e persino la morte” se fossero allontanati dal circo, come dimostrerebbero “studi scientifici – spiega una nota – mai presi in considerazione dai politici italiani e dai media”. Inoltre, “se dovesse passare la legge, l’eliminazione degli animali nello svolgimento delle attività circensi porterebbe alla fine della tradizione del circo italiano, che nell’arte della pista fa scuola nel mondo da secoli: verrebbero meno un volume d’affari di 15 milioni di euro l’anno e migliaia di posti di lavoro”. La manifestazione a Roma in Piazza della Rotonda (Pantheon) è oggi, martedì 18 luglio alle ore 15. Sono attesi centinaia di artisti e direttori di complessi circensi, insieme a tutte le sigle rappresentative della intera categoria, affiancati in piazza da tante organizzazioni dello spettacolo popolare italiano. L’elenco degli enti aderenti è su www.circo.it.

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La protesta al Pantheon contro il DDL sugli animali nei circhi

 
da nextquotidiano.it
 
Chiediamo lo stralcio del circo dal disegno di legge 2287-bis, perché non risolve nessuno dei problemi del settore ma, anzi, lo uccide definitivamente. Il circo presenta infatti problematiche che travalicano ampiamente il provvedimento architettato e concepito solo all’interno del ministero per i beni e le attività culturali, e a quanto pare solo con la logica di accontentare il mondo animalista”. Lo dichiara Antonio Buccioni Presidente dell’Ente Nazionale Circhi che ha promosso oggi una manifestazione in piazza del Pantheon a Roma dalle 15 per protestare contro il Ddl 2287 bis che in questi giorni deve essere votato al Senato e che prevede l’eliminazione degli animali dal circo. Il ddl prevede la delega al Governo per l’adozione del nuovo “Codice per lo Spettacolo”, a seguito dello Stralcio degli articoli dedicati al cinema e all’audiovisivo, già approvati e trasformati in legge il 3 Novembre 2016 con un diverso percorso normativo.
 
Il ddl, oltre a impegnare il Governo ad adottare un regolamento per lo Spettacolo dal Vivo entro 12 mesi dalla data della sua entrata in vigore, fissa alcuni obiettivi generali verso i quali il nuovo regolamento dovrà rivolgersi. “Sono rimaste fuori dal Ddl tutte le urgenze per le quali il mondo del circo attende da decenni una risposta: la mancanza di piazze attrezzate e i ridicoli finanziamenti al settore, solo per citare i più macroscopici”, ribadisce Buccioni e aggiunge: “Quello che il ministro Franceschini vorrebbe rifilarci è un provvedimento grottesco, che dovrebbe normare sul circo mentre non solo non migliora nessun problema ma lo peggiora e affronta il tema degli animali in maniera ideologica, dicendo no a tutte le specie che si esibiscono nei circhi, dagli animali domestici ai cavalli (che potranno invece continuare ad essere utilizzati nei maneggi, nei Palii e in tanti altri luoghi) agli esotici. E’ una pazzia, oltre che una punizione che colpisce solo una categoria, la nostra”.
 
E in merito alla graduale eliminazione degli animali dal circo, Buccioni dichiara: “Abbiamo voluminose relazioni di etologi italiani e stranieri che concludono che il Ddl 2287-bis sul circo è ”una sommatoria di posizioni ideologiche e di natura etica senza alcun supporto scientifico”. Se il Ddl dovesse diventare legge gli animali allontanati dai circhi dovrebbero essere messi in centri di recupero. Ad oggi sono meno di 2000 gli animali in Italia, la maggior parte nati in cattività. E l’Ente Circhi attraverso il suo rappresentante Antonio Buccioni dichiara: “Una cosa è certa: per quanto ci riguarda si può già archiviare la tematica relativa ai lager per animali, i cosiddetti centri di recupero, con relative fonti di finanziamento pubblico, perché noi, se dovesse diventare legge il divieto totalitarista e razzista contenuto nel Ddl, andremo in esilio con tutti i nostri animali, fino all’ultimo di essi. In attesa che torni a spirare anche nel nostro Paese un vento di libertà, di tutela e garanzia della libertà di espressione artistica”.
 
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Il mondo del circo in piazza oggi

 
da migrantesonline.it
    
Roma - “Chiediamo lo stralcio del circo dal disegno di legge 2287-bis, perché non risolve nessuno dei problemi del settore ma, anzi, lo uccide definitivamente. Il circo presenta infatti problematiche che travalicano ampiamente il provvedimento architettato e concepito solo all'interno del ministero per i beni e le attività culturali, e a quanto pare solo con la logica di accontentare il mondo animalista”. Così Antonio Buccioni, Presidente dell’Ente Nazionale Circhi che ha promosso oggi la manifestazione in piazza del Pantheon a Roma a pochi giorni dalla discussione del Ddl 2287 bis  al Senato e che prevede l’eliminazione degli animali dal circo.

“Sono rimaste fuori dal Ddl tutte le urgenze per le quali il mondo del circo attende da decenni una risposta: la mancanza di piazze attrezzate e i ridicoli finanziamenti al settore, solo per citare i più macroscopici” ribadisce Buccioni e aggiunge: “Quello che il ministro Franceschini vorrebbe rifilarci è un provvedimento grottesco, che dovrebbe normare sul circo mentre non solo non migliora nessun problema ma lo peggiora e affronta il tema degli animali in maniera ideologica, dicendo no a tutte le specie che si esibiscono nei circhi, dagli animali domestici ai cavalli (che potranno invece continuare ad essere utilizzati nei maneggi, nei Palii e in tanti altri luoghi) agli esotici. E' una pazzia, oltre che una punizione che colpisce solo una categoria, la nostra”.

E in merito alla graduale eliminazione degli animali dal circo, Buccioni dichiara: “Abbiamo voluminose relazioni di etologi italiani e stranieri che concludono che il Ddl 2287-bis sul circo è “una sommatoria di posizioni ideologiche e di natura etica senza alcun supporto scientifico”.
Se il Ddl dovesse diventare legge gli animali allontanati dai circhi dovrebbero essere messi in centri di recupero.
Ad oggi sono meno di 2000 gli animali in Italia, la maggior parte nati in cattività. E l’Ente Circhi attraverso il suo rappresentante Antonio Buccioni dichiara: “Una cosa è certa: per quanto ci riguarda si può già archiviare la tematica relativa ai lager per animali, i cosiddetti centri di recupero, con relative fonti di finanziamento pubblico, perché noi, se dovesse diventare legge il divieto totalitarista e razzista contenuto nel Ddl, andremo in esilio con tutti i nostri animali, fino all'ultimo di essi. In attesa che torni a spirare anche nel nostro Paese un vento di libertà, di tutela e garanzia della libertà di espressione artistica”.
Sostegno all’Ente Nazionale Circhi arriva anche dal Forum Nuovi Circhi – FNAS che include 12 compagnie del Circo Contemporaneo italiano: “Ci auguriamo che si possa ricondurre la discussione in atto all’interno di un contesto costruttivo, considerando la storia secolare delle persone del circo e la loro condizione sociale, oltre che culturale e ridimensionando gli eccessi persecutori di certa stampa e opinione pubblica, che in modo miope si accanisce contro il circo con animali, finendo per determinare percorsi normativi altrettanto miopi e antidemocratici.
 
Al contempo ci auguriamo che il mondo del Circo Tradizionale sia in grado di avviare una riflessione al proprio interno che porti a valorizzare le eccellenze artistiche nel rapporto con gli animali e a ridimensionare alcune forme di mera esibizione dell’esotico, che appartengono ad altri tempi e che sono la causa principale delle battaglie animaliste”. 

 

 

 

05/08/2017 17.54.19

 

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