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I 40 anni di attività di Italo Sforzi, il “re delle giostre” astigiano che voleva fare il domatore

 
da lastampa.it di Armando Brignolo
 
In 40 anni di attività ad Asti, Italo Sforzi con le sue giostre ha fatto divertire generazioni di bambini che, diventati a loro volta genitori, continuano a manifestargli gratitudine, facendo provare la stessa felicità ai loro figli. 
 
A Italo, astigiano di adozione, ogni tanto torna il «mal d’Africa». Non perché sia nato e vissuto lì. È nato a Gattinara, provincia di Vercelli da una famiglia di circensi. L’infanzia l’ha trascorsa nella comunità del circo Colosseo-Casertelli, ora Medrano, abitata oltre che dagli umani, da animali esotici.  
«Mi piacevano soprattutto i leoni - racconta Sforzi - Guardandoli mi pareva di vederli correre nella foresta e cercavo di immaginare come fossero quelle misteriose terre. Ma ero troppo piccolo e le mie idee confuse. Avrei voluto fare il domatore o il giocoliere». Il «mal d’Africa» lo assale quando arriva il circo. In virtù delle sue origini, va trovare gli artisti, ma non torna a casa prima di aver visto gli animali, per rinverdire i sogni e le emozioni dell’infanzia. 
 
[...] Il papà, Adriano, era cavallerizzo. Saltava da un cavallo all’altro in corsa; si esibiva agli anelli e come giocoliere. La mamma, Maria, gestiva il tiro a segno e lavorava alle «gabbie volanti». Tra le celebrità di famiglia c’era lo zio Italo, in arte Pagnotta, il clown che non sorrideva mai. Lo mandarono a fare la guerra in Russia e non tornò più. Anche il padre di Italo si fece 11 anni tra guerra e prigionia. E al ritorno trovò lavoro al Circo Colosseo, dove nel 1946 nacque Italo. «Ricordo che in inverno dormivamo sotto il tendone, sulla pista, con gli animali per scaldarci». 
Dopo qualche anno, la famiglia uscì dal circo per continuare l’attività con il tiro a segno, sulle piazze di tutta Italia. «Cambiavo scuola ogni dieci, quindici giorni, sempre sentendomi a mio agio. Una volta trovai il mio nome scritto sull’albo d’onore, per un tema sul cavallo Ribot. Ad Asti andavo alla “Francesco Baracca”, nel rione San Pietro». 
Nel 1960 la vita di Italo cambiò nuovamente. Con 500 mila lire comprò una giostra per bambini e all’inizio degli anni ’70 sposò Giovanna Petrucelli, figlia di un libraio animatore della vita culturale astigiana. Mise radici ad Asti, dove oggi il figlio Luca continua con due giostre [...]  

Recentemente, per i 40 anni di ininterrotto lavoro, il sindaco Fabrizio Brignolo gli ha consegnato il Sigillo della Città. Sforzi compare nel film del cugino, il regista Adriano Sforzi, intitolato «Jody delle giostre», vincitore di molti premi, tra cui il Donatello d’Oro 2011, come miglior documentario italiano. L’ultimo lavoro di Adriano riguarda il circo: «L’equilibirio del cucchiaino» ed è dedicato allo zio Alberto «Bertino», che fu un grande giocoliere e funambolo.

 

22/03/2017 18.50.48

 

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