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La testata In Cammino risale agli anni Cinquanta. Nacque nel 1952
per volere di don Dino Torreggiani. Inizialmente, si trattava di
un bollettino trimestrale di quattro pagine. Nel 1969 cambiò totalmente
veste per divenire una rivista di 28 pagine, rilegate con una copertina
più rigida, sotto la direzione dell’indimenticato don Franco Baroni,
grande amico dei circensi. La rivista veniva pubblicata a Lucca ed
usciva una sola volta all'anno riportando notizie riguardanti il mondo
dei circhi e dei luna park. Nel corso degli anni erano state inserite
notizie che interessavano più da vicino sia i circensi, sia gli
spettacolisti: come i festival, le fiere per gli spettacolisti, le
storie dei circhi e dei luna park, le notizie sindacali. Nella seconda
metà degli anni '70 la rivista viene pubblicata col titolo "Comunità In
Cammino. Opera Assistenza Spirituale Nomadi in Italia”, per poi
ritornare al più semplice titolo originario "In Cammino" curata da
don Luciano Cantini. Dal 1989 infine viene adottato il titolo
"Circhi - Luna Park In Cammino" con vari formati editoriali, anche a
seconda dei budget a disposizione.
Nel 1992 inizia la cosiddetta “Nuova Serie” della rivista In
Cammino, sotto la direzione di don Piergiorgio Saviola con una
grafica interamente a colori. E fu qualche anno dopo che per caso
ricevetti a casa una copia di questo giornale. C’erano foto di circhi ed
artisti, notizie di pastorale, storie di lunaparkisti e circensi, un
taglio familiare che parlava di storie che in parte conoscevo, in parte
per me inedite. I destinatari di questa testata erano loro, i circensi e
i lunaparkisti, la gente del viaggio. Una comunicazione diretta con
argomenti che riguardavano da vicino loro e le loro famiglie, le loro
storie. Le uscite non sempre erano regolari e si percepiva che già quei
numeri erano il frutto di un sacrificio e di tanta passione, ma c’erano
le premesse perché il progetto crescesse. Mi misi in contatto con don
Piergiorgio, che ancora non conoscevo ed una mattina inaspettatamente il
telefono di casa squillò. Saviola sembrava entusiasta del mio
interessamento e della mia disponibilità a collaborare per far crescere
il giornale. Mi spiegò le esigenze di quella pubblicazione, lo scarno
staff che se ne occupava, ma l’importanza che lo strumento avrebbe
avuto. Allora avevo una ventina d’anni, tanto tempo libero e un grande
entusiasmo da profondere in quella causa che sposai fino in fondo,
felice della fiducia che Saviola mi concesse. Furono anni di grande
attività e crescita. I continui miglioramenti apportati, sia a livello
di grafica (grazie al fondamentale lavoro di Michele Bozzetti,
instancabile responsabile della grafica e dell’impaginazione dal 1992 ad oggi) che
di contenuti, incontravano il consenso dei lettori. La rivista iniziò ad
essere molto richiesta nei circhi e aumentarono gli abbonamenti anche
nel mondo delle giostre. Diventò la rivista di tutti. E crebbe il numero
di pagine oltre alla tiratura. Cambiò la tipografia e la distribuzione
divenne piuttosto capillare grazie ad una rete di collaboratori che
percorrevano numerosi chilometri per veicolare il giornale nelle mani
dei circensi al loro arrivo in piazza e presso gli insediamenti delle
giostre. Arrivò il fondamentale riconoscimento del Ministero e con esso
un contributo economico che consentì appunto le maggiori spese in fatto
di stampa e spedizione. Oggi sorprende scoprire la diffusione del
giornale in tutto Europa e persino oltre oceano. Un caso su tutti…la
famiglia di Bello Nock che la riceve negli Stati Uniti, grazie
alla passione della madre Aurelia per il nostro giornale. Negli anni si
è infittito il gruppo dei collaboratori. Alcuni più saltuari, altri più
coinvolti e assidui. Ognuno secondo le proprie disponibilità di tempo,
straordinari volontari che per passione sono saliti sul treno
dell’entusiasmo, soddisfacendo così anche una forte passione per il
circo e per lo spettacolo viaggiante. Fare dei nomi è sempre delicato,
ma non posso non menzionare Maurizio Tramonti, compagno di
viaggio di questa splendida avventura da ben più di 10 anni. Ma il
ringraziamento va esteso a tutti i fotografi, tutti gli appassionati,
italiani e stranieri (come Enzinger e Roullin) che hanno
consentito in questi circa 15 anni di realizzare un prodotto
interessante, vario, bello, iconograficamente ricco e fresco. Tutte
persone che con il loro entusiasmo sono stati l’anima del giornale. E
come non pensare agli stessi circensi che ci hanno spinto a proseguire
su questa strada con i loro commenti, gli incoraggiamenti, gli
apprezzamenti e perché no, con le inevitabili piccole critiche e le
tiratine di orecchie che ci hanno spinto a migliorarci a correggere
errori e storture. Di una cosa mi sento sereno: di aver dato spazio a
tutti, di aver parlato di tutti i circhi, di aver avuto la stessa
attenzione per i piccoli e per i grandi, per i nomi altisonanti e per le
realtà meno conosciute. Per i personaggi celebri e per chi ha vissuto
nell’ombra. Avremo forse involontariamente scontentato qualcuno, ma
cercando sempre di riequilibrare le cose, di dar spazio a chiunque ce lo
chiedesse. Senza fare classifiche o graduatorie, ma cercando, come uno
specchio, di riflettere ciò che il circo è ed è stato. Di raccontare le
storie, di intervistare le voci, di raccontare le vite di chi ha fatto e
vissuto il circo sulla propria pelle. Abbiamo raccontato il grande
circo, ma anche il piccolissimo complesso, il celebre direttore, l'artista pluripremiato, ma abbiamo anche
ritratto l’operario, intervistato il nanetto, incontrato l’anziana
vedova, l’artista in pensione, l’addetto alla pubblicità, il
responsabile della colonna pubblicitaria, lo stunt man passato al
cinema, lo storico del circo, il fermo che ha lasciato tutto per seguire
la sua passione, il segretario, il tecnico delle luci, il musicista dell’orchestra, etc..
Tante, tantissime le soddisfazioni di questi anni. Alcune davvero
toccanti. Come la volta in cui ricevemmo la telefonata di Oreste
Rastelli che ci ringraziava per il pezzo sul padre Alfredo e
ci raccontò, con voce commossa, che il padre era riuscito a leggerlo
poche ore prima di spirare, e che grazie a quella lettura se n’era
andato sereno. Oppure il biglietto ricevuto da Francesco Caroli
che ringraziava per gli auguri per il suo 80° compleanno pubblicati sul
giornale.
Non è facile ora scrivere tutto questo sapendo che si tratta
dell’ultimo numero di In Cammino. Però purtroppo è proprio così. La
Migrantes (organo della CEI) ha stabilito di cessare la pubblicazione di
questa testata aderendo alla nuova linea direttiva che prevede altre
priorità e strategie operative, così come spiegato dal nuovo direttore,
mons. Perego sugli ultimi due numeri della rivista. Non sta a noi
commentare queste decisioni. Mi sento però di rivolgere un doveroso
ringraziamento a don Piergiorgio Saviola che fu l’artefice del
mio coinvolgimento nel giornale e che mi gratificò con la sua stima e
fiducia. Il suo attaccamento alla grande famiglia del viaggio, la sua
sensibilità e conoscenza del settore sono stati fondamentali per
l’affermazione del giornale a tutti i livelli. E un grazie anche a
don Luciano Cantini che proseguì sulla linea di Saviola fino al
termine del suo mandato.
Per quanto riguarda questo numero, è stato l’esito di una lunga
gestazione, per portare a termine vari temi aperti. Vi leggerete sopra
tanta storia del circo, tante storie, interviste e profili, ricordi di
artisti presenti e passati. Vi lasciamo consultare l’indice e sfogliare
il giornale. Una parola in merito alla copertina vogliamo spenderla. Nel
2001 una foto del clown bianco Yann Rossi (Les Rossyann) fu la
prima foto di circo ad essere pubblicata in copertina. Ecco perché
abbiamo scelto un'immagine di questo stesso artista (di chiarissime
radici italiane) cui siamo particolarmente affezionati. Allora ci portò
fortuna e siamo certi che tanta ce ne porterà anche questa volta.
Vogliamo lasciarvi con una promessa: che faremo di tutto per proseguire
sul Cammino iniziato 15 anni fa. Affinché i circensi continuino ad avere
un punto di riferimento di questo tipo. Affinché le loro storie possano
continuare a trovare ascolto e spazio. Noi siamo qui e siamo certi che
con la determinazione, volontà e collaborazione di tutti sarà possibile
proseguire questo cammino…seguiteci sempre... con affetto...
Dario Duranti |