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Nei circhi italiani ci sono 45
elefanti, tra indiani ed africani, ma questo dato va riducendosi lentamente,
anno dopo anno e difficilmente potrà aumentare, data la difficile (se non
impossibile) importazione dai pesi d'origine. Gli animali dunque possono
provenire da altri paesi europei, da altri zoo o circhi. La stessa
situazione caratterizza anche gli altri paesi in cui probabilmente il numero
di elefanti è ancora minore.
Questa situazione ha portato ad un grande interesse verso
questi animali che ancora sono presenti sotto ai tendoni del circo e il
nostro ambiente è ricco di grandi appassionati di animali e di elefanti in
particolare. Esistono libri suo domatori di tigri, sugli ammaestratori di
grandi felini e di elefanti. Ma questo non è un sibro sui domatori. Questo è
un libro sugli elefanti. Sono loro i protagonisti di questo volume. I vari
capitoli sono intitolati con il nome dei pachidermi: Gilda, Jumbo, Trilby,
Aida, Toby, Babe, Carla, Siam, Mama, Flora, Simba, Raja,... Per ciascuno di
essi c'è un racconto (raccolto e descritto da Sylvain Jardon), una
serie di aneddoti, fatti realmente accaduti, che simboleggiano le principali
caratteristiche di questo grossi mammiferi: la socievolezza, l'intelligenza,
la furbizia, l'affetto.
Il tutto è incorniciato da un
interessante dossier fotografico (110 scatti in bianco e nero)
raccolto dall'obiettivo di Louis Bouchery nel corso di una quarantina
d'anni, a partira dal 1950 circa. Tutte le foto (slegate dal testo a cui
sono affiancate) hanno tutte in comune il fatto di essere state scattate a
Parigi o nella regione limitrofa presso il Cirque Medrano, il Cirque d'Hiver-Bouglione,
Alexis Gruss, Krone, Americano-Togni, Sarrasani, Florilegio-Darix Togni,
Amar, Bouglione, Jean Richard, Moreno Bormann, Pinder e Rancy. Una galleria
fotografica, una sorta di esposizione dedicata a un animale che non vorremmo
che sparisse mai dalle nostre piste, perché incorpora in sé, più ancora di
altri animali, lo spirito del circo.
Il libro lascia nel lettore un
sentimento di grande umanità nei confronti degli elefanti che escono
dall'anonimato con cui li vediamo durante lo spettacolo, per arrivare a
contraddistinguersi per carattere, vizi, pregi e difetti. E' come se
diventassero artisti essi stessi con tutte le manie, ie abilità esclusive, i
puntigli e le eccellenze di un artista.
Una curiosità: nella rilegatura di
copertina un elenco di elefanti, in ordine alfabetico ( da Abu, Aida,
Alice...a Zitta, Zombie, Zoulou,Zwerg). Mentre nella rilegatura dell'ultima
pagina l'elenco è di domatori che han lavorato con gli elefanti. In questa
lista anche Amedeo Folco, Davide e Vinicio Canestrelli, Mario Bellucci, i
Faggioni, Moira, Rinaldo e Paride Orfei, Vladi Rossi, Elvio, Bruno, Willy,
Flavio e Corrado Togni. |